La visualizzazione

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La visualizzazione

Come ti prepari quando devi tirare (o magari parare) un calcio di rigore? E come invece se devi calciare una punizione, battere semplicemente un fallo laterale, eseguire un dribbling e così via? Ogni determinata azione che intendi realizzare nel corso della tua prestazione (che sia essa nel calcio o in qualsiasi altro settore non fa differenza) richiede una preparazione specifica, che fondi le sue basi sul processo di visualizzazione.

Cosa intendo per questo? Quello che atleti di altissimo calibro già fanno quotidianamente per innalzare il loro livello. Prendo ad esempio ancora una volta Cristiano Ronaldo, il calciatore perfezionista per eccellenza, ma potrei utilizzare la stessa dinamica pure per quanto riguarda la preparazione di un esame all’università, di un colloquio di lavoro o di una qualsiasi altra prova che può capitare a chiunque nella vita di tutti i giorni.

Ho già parlato in passato della sua cura maniacale per ogni dettaglio, per riuscire a mettersi nelle condizioni di poter sfruttare ogni singola risorsa a sua disposizione. Ecco, il suo modo particolare di prepararsi per un calcio piazzato è un chiaro esempio del processo di visualizzazione, associato alla creazione di un’abitudine. Quella rincorsa standard e creata ad hoc dal portoghese, con i tre passi all’indietro, le gambe divaricate e il respiro profondo prima di partire per la conclusione, non sono altro che il frutto di un solco neurale che Cristiano Ronaldo ha creato nel corso di questi anni, innescando così un processo mentale e pratico provato e riprovato in allenamento.

La visualizzazione

Mentre lui ripete questo gesto, non fa altro che richiamare alla mente ciò che ha eseguito nel corso dell’intera settimana precedente, quando si è esercitato nella realizzazione del calcio piazzato in questione. Lui dunque ha già testato quel tipo di evenienza in allenamento, l’ha vissuta e visualizzata più volte. Ripetendo lo stesso procedimento di preparazione anche in partita, lui non sta facendo altro che attivare quello stesso processo di visualizzazione, vedendo la sua conclusione già indirizzata verso la porta, così come gli è successo nel corso dell’intera settimana.

Chiaramente non può sempre riuscire nel suo intento e segnare, perché le condizioni della partita sono ben diverse rispetto a quello che accade nel corso delle sedute di allenamento. Ci sono tante altre variabili da tenere in considerazione e lui ne tiene conto per evitare che alcuni ostacoli possano impedirgli di realizzare i suoi obiettivi.

Questo tipo di preparazione aumenta a livello esponenziale le percentuali di arrivare a buon fine. Ecco perché, calci piazzati a parte, Cristiano Ronaldo ha delle routine già prestabilite per ogni potenziale situazione che possa verificarsi nel corso di una partita. Rigori, punizioni, dribbling e così via. Provando e riprovando determinate condizioni ha creato abitudini ben delineate, capaci di attivare preventivamente un processo di visualizzazione specifico a seconda dei casi. E questo è solo un altro “dettaglio” che lo ha reso uno dei calciatori più forti di tutti i tempi, capace di vincere ben 5 volte il Pallone d’Oro.

La visualizzazione ormai è diventata argomento di studio da parte di scienziati di tutto il mondo, ma visualizzazione non è semplicemente pensare, vuol dire immaginare e immergersi al 100% nel gesto che si sta immaginando, provando a livello emozionale le stesse sensazioni che si provano nella realtà sia da un punto di vista visivo, sia uditivo che cinestesico.

Bisogna essere dentro la scena e viverla esattamente per come è il risultato che si vuole realizzare.

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