Messi: il sogno

sandro corapi
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Si può continuare a sognare dopo aver vinto qualsiasi cosa?

La risposta a questa domanda l’ha data Leo Messi, in occasione della premiazione per il suo sesto Pallone d’Oro: “Ricordo qualche anno fa, quando venni qui a Parigi a ritirare il mio primo Pallone d’oro. Avevo 22 anni e tutto questo era impensabile. Ma non bisogna mai smettere di sognare, bisogna sempre lavorare e migliorarsi“.

Da queste parole si possono trarre molti insegnamenti a livello di mentalità vincente, da applicare in qualsiasi campo. Come nel caso specifico dello sport, infatti, anche nella vita in generale non bisogna mai smettere di sognare.

Purtroppo questo a volte non è possibile, perché ostacoli mentali, convinzioni e credenze limitanti non permettono che ciò avvenga.

Anziché pensare che non esista limite alla mente che ha un sogno, si pensa che sognare sia un limite. Ecco quello che purtroppo succede alla maggior parte delle persone, a prescindere dal contesto, dal lavoro o dalla cultura. Viviamo in una società che non insegna a sognare, anzi spinge a uccidere i sogni.

Che non aiuta a sviluppare quella creatività alla quale un essere umano dovrebbe tendere continuamente e costantemente. Da bambini tutti noi sogniamo, perché liberi da condizionamenti di ogni genere.

Con il passare del tempo però questa caratteristica si viene a perdere, perché l’ambiente, il tipo di istruzione che viene data e molti altri fattori ci influenzano e ci limitano, uccidendo quei sogni che avevamo da piccoli.

Ecco perché è meraviglioso vedere un 6 volte Pallone d’Oro emozionarsi ancora, dopo una vita di successi, traguardi e record. Lui ancora continua a parlare di sogni, perché sa che è il sogno il vero carburante della vita. E ognuno di noi dovrebbe farne il pieno ogni giorno.