Ascolto Attivo

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A scuola ci insegnano a scrivere, a leggere, a parlare… Quella che invece viene spesso trascurata è però l’azione più importante in assoluto nel corso di una conversazione: ascoltare. E per ascoltare non si intende solo “sentire”, ma si parla di quello che nel gergo del coaching viene definito “ascolto attivo”.

Parliamo di un processo fisiologico da una parte, ma soprattutto psicologico dall’altra. Esistono infatti varie tipologie di ascolto, due principalmente sono quelle che utilizziamo quotidianamente. Una di queste è definita “ascolto passivo”, ossia udire ciò che succede intorno a noi, che può essere l’interlocutore o qualsiasi altro rumore.

In questo caso il nostro cervello provvede a incamerare una serie di informazioni, ma queste non alterano il nostro stato emotivo e non ci rendono partecipi degli input che riceviamo. Diverso il discorso invece per quello che si definisce “ascolto attivo”, che rappresenta il fatto di riuscire a incamerare effettivamente le informazioni, decodificandole e provando di conseguenza delle emozioni, che a loro volta generano una reazione.

Ascolto attivoQuesto significa che attraverso l’ascolto attivo non si riceve solamente, ma si restituisce indietro qualcosa. Attraverso le emozioni si trasmette un messaggio, cioè che abbiamo ricevuto quello che intende dirci il nostro interlocutore. Che a sua volta potrà sentire e percepire che noi non solo abbiamo ascoltato, ma siamo partecipi della comunicazione a due sensi. La comunicazione si divide infatti tra emittente e ricevente.

Se il nostro interlocutore comunica con noi, lui è l’emittente e noi il ricevente. Ma quando subentra l’ascolto attivo, allora nello stesso tempo noi siamo emittente e il nostro interlocutore è ricevente. Il ciclo così diventa continuo, si creaun circolo di comunicazione empatica.

Ed è chiaramente la migliore in assoluto, che può avvenire solo se da entrambe le parti c’è un coinvolgimento attivo nella conversazione. Da un lato quindi ci deve essere la bravura dell’emittente di produrre questo coinvolgimento, dall’altro la volontà e l’apertura del ricevente all’ascolto.