Vivere l’allenamento come una partita

Lo sapevi che la maggior parte degli atleti (probabilmente anche te) sbaglia completamente l’approccio all’allenamento? Sì, hai letto benissimo. E non mi riferisco certo all’impegno, al sacrificio e al sudore versato durante ogni seduta, certo. Quello a cui faccio riferimento è al fatto che in pochi a livello mentale riescono a vivere l’allenamento come una partita

Per spiegare meglio questo concetto, ti faccio un esempio: quando ti alleni in vista di una partita provi e riprovi determinati movimenti sul campo, cercando di prevedere cosa faranno i tuoi avversari. 

Perché fai questo? 

Perché così facendo ti abituerai a certe situazioni che potrebbero verificarsi nel corso della gara che andrai ad affrontare, evitando di essere colto di sorpresa e metterti nelle condizioni di prevenire eventuali situazioni di difficoltà.

Allo stesso modo lavorerai anche sul tuo fisico, con esercizi specifici per tenere alta la condizione atletica: farai degli scatti, degli allunghi, dei cambi di direzione e così via.

Tutti movimenti che poi dovrai ripetere in campo. Anche in questa circostanza lo farai per abituare il tuo fisico agli stessi identici sforzi che poi ripeterai nel corso della partita vera e propria. 

Vivere l’allenamento come una partita

Bene, fatte queste premesse, allora ti pongo una domanda: se ti alleni sulla parte tattica pensando alla sfida e fai lo stesso con il tuo fisico, sottoponendolo a degli sforzi che dovrai ripetere in partita, perché mai non dovresti fare lo stesso procedimento a livello mentale? Mi spiego meglio: la maggior parte degli atleti fa una distinzione netta nella propria mente tra allenamento e partita. 

Il vero professionista (perfezionista), però, questa differenza la riduce al massimo, portando le due condizioni quasi sullo stesso livello. Vivere un allenamento con la medesima concentrazione che viene generalmente destinata solo alla partita, ti consente infatti di abituare la tua mente a determinate condizioni di stress che saranno poi riscontrate nel corso dei 90 minuti più recupero il giorno della partita. 

Ad alcuni calciatori professionisti con i quali collaboro ho consigliato in determinate circostanze di presentarsi il giorno degli allenamenti indossando i parastinchi, proprio per “ingannare” la mente e abituarla all’idea che anche una seduta settimanale dovrà essere interpretata allo stesso modo di una gara vera e propria.

I risultati sono stati eccellenti e la grinta messa in allenamento è stata spesso notata (e premiata) dall’allenatore di turno. E questo è solo un esempio: sono tantissimi gli stratagemmi che si possono utilizzare per vivere l’allenamento come una partita. E fare così la differenza.

 

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